Fare l’amore

Fare l’amore

Adoro sentire i vicini fare l’amore. Essere testimone del piacere o della felicità altrui mi rassicura sullo stato del mondo. Sono capace di mollare tutto per ascoltare attentamente i saliscendi del sesso dietro una parete. Seguo con l’orecchio teso l’evoluzione del godimento proprio come si segue qualcuno per strada. Voglio sapere come va a finire.
Una notte di gran caldo ero andato a dormire con la finestra spalancata e avevo notato che tutti i miei vicini avevano fatto lo stesso. Doveva essere l’una, e avevo già spento la luce quando ho sentito dei gemiti leggerissimi provenire dal cortile. Sono saltato giù dal letto e mi sono seduto davanti alla finestra. Mi ci sono voluti cinque minuti buoni per capire se venivano dal quinto o dal sesto – dettaglio non trascurabile perché le due coppie erano molto diverse, e trovavo la ragazza del quinto molto appetibile. Quando ho capito che a invitare tutto il palazzo ad ascoltare la sua bella voce era proprio la brunetta ho raddoppiato l’attenzione. Quella coppia suonava una musica che si sviluppava in un dolce crescendo. A sentirli, lui sembrava un vero esperto, procedeva lento ma sicuro, senza la minima brutalità, tenendo il ritmo. E due o tre volte si sono fermati prima di riattaccare ancora più intensamente. Era perché cambiavano posizione o perché lui rallentava la corsa per poi ripartire in quarta? Non lo so e non volevo saperlo. Credo che se mi avessero proposto di essere invisibile e intrufolarmi in camera loro per vederli fare l’amore avrei rifiutato. No, no, quello che volevo, io, era solo sentirli e farmi il mio film. E bisogna riconoscere che erano molto bravi a prolungare la suspense. Era tutto un sali, scendi, riparti, placati, passare a un livello superiore, restare lì, ral- lentare e hop, un altro piccolo scatto, respiro, ci si contiene un minuto o due, e si riattacca, dai, forza, ci siamo, ecco, un vero sprint, l’ingresso nello stadio fra gli urrà della folla, attenzione, solo pochi metri… Alleluia! Poi più niente. Ho girato la testa per tendere l’orecchio. Qualcosa mi diceva che non era finita lì. Dopodiché è stato lui a tagliare il traguardo, solo qualche secondo dopo di lei, in un rantolo liberatorio. Il silenzio denso delle notti calde è venuto ad abbracciarli, perché anche il silenzio che segue l’amore fa parte dell’amore. E a quel punto, non so cosa mi è preso ma ho gridato: BRAVI! E ho immaginato la coppia sorridere nel buio.

 

Fare l’amore è solo un assaggio di Non ho ancora finito di guardare il mondo, una raccolta di microracconti folgoranti, scritti da David Thomas e pubblicati da Marcos y Marcos (traduzione a cura di Maurizia Balmelli).

Voci di donne e di uomini che guardano la realtà nuda e cruda, i suoi lati comici e amari. Uno dopo l’altro prendono la parola, pieni di emozione, e, direttamente dal cuore, ci dicono la loro, ci dicono perché.

Piccole polaroid vibranti in forma di monologo compongono il ritratto di un’umanità.

Se vuoi scoprirne di più, cerca Non ho ancora finito di guardare il mondo nella libreria più vicina con Libricity